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04

Il girone degli schermi

Inferno moderno: vanità, social, dipendenza dagli schermi.

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Intro
Benvenuto nel girone… degli schermi
Strofa 1
Anime piegate sopra un vetro che si illumina
pollice che scrolla, l'eternità in una pagina
Cercano l'amore in un cuoricino rosso
mendicano applausi a gente che non gli dà un osso
È il girone dei vanitosi, ma aggiornato
specchio di Narciso diventato algoritmo affamato
Si guardano riflessi in milioni di sconosciuti
e più si guardano, più si sentono perduti
Ritornello
Nel girone degli schermi la pena è guardarsi
specchiarsi per sempre e mai trovarsi
Scrolli e scrolli e scrolli, non arrivi mai al fondo
il fondo non c'è, ti hanno tolto il mondo
Nel girone degli schermi la luce è blu fredda
illumina la faccia ma lo spirito lo svuota
Alza gli occhi, fra', c'è un cielo vero
chiudilo, lo schermo, e torna a essere intero
Strofa 2
La pena del contrappasso: chi visse per apparire
ora appare per sempre e non riesce a sparire
prigioniero del profilo, della maschera perfetta
mentre la persona dietro piange e si rigetta
Non condanno chi ci casca, ci son caduto anch'io
ho misurato il mio valore in un numero, che oblio
Poi ho spento, ho respirato, ho rivisto le mie mani
non avevano bisogno di likes per essere domani
Ritornello
Nel girone degli schermi la pena è guardarsi
specchiarsi per sempre e mai trovarsi
Scrolli e scrolli e scrolli, non arrivi mai al fondo
il fondo non c'è, ti hanno tolto il mondo
Outro
(spoken) La vanità non è amarsi troppo. È non riuscire a smettere di guardarsi.
— Resta sveglio. Sono ÀNIMA.
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