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La gabbia
Le gabbie: la prigionia degli animali e la libertà negata.
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Intro
(sbarre che vibrano)
La gabbia… così stretta che non gira
Strofa 1
Nasce in una gabbia, muore in una gabbia
non vede il sole mai, solo il metallo e la rabbia
muta, perché nessuno ascolta il suo lamento
una vita intera dentro lo spazio di un momento
Non può girarsi, non può aprire un'ala
ridotta a una macchina che produce e poi cala
Noi la chiamiamo "allevamento", suona pulito
ma è una prigione per chi non ha commesso reato, è un delitto
Ritornello
La gabbia, la gabbia, così piccola e fredda
una vita intera in un metro, e nessuno che chieda
permesso, perdono, che almeno si fermi
La gabbia, la gabbia, dove chiudiamo i fermi
desideri di esseri che volevano solo
camminare, sentire l'erba, spiccare il volo
La gabbia, la gabbia — apri gli occhi un secondo
e immagina di esserci dentro, di essere quel mondo
Strofa 2
Se la gabbia avesse pareti di vetro
la metà di noi smetterebbe, ne sono certo, lo metto
nero su bianco: il problema è che non vediamo
mangiamo l'imballaggio, non la vita che togliamo
Lontano dagli occhi, comodo nel piatto
ma la sofferenza c'è anche se non la guardo, è un fatto
Allora apro la tenda, accendo la luce
non per farti sentire in colpa, ma per quello che produce:
una scelta diversa
Ritornello
La gabbia, la gabbia, così piccola e fredda
una vita intera in un metro, e nessuno che chieda
permesso, perdono, che almeno si fermi
La gabbia, la gabbia, dove chiudiamo i fermi
Outro
(spoken) Nessuno nasce per vivere in un metro quadro. Nessuno.
— Resta sveglio. Sono ÀNIMA.